1964-1985 Affinità-divergenze tra il compagno Togliatti e noi. Del conseguimento della maggiore età

Genres: Post-punk

1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi – Del conseguimento della maggiore età, spesso abbreviato con il titolo Affinità e divergenze, è il primo album del gruppo musicale italiano CCCP – Fedeli alla linea pubblicato nel 1986 dall’etichetta discografica Attack Punk Records.
Il titolo rimanda a un editoriale del 31 dicembre 1962 del Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Partito Comunista Cinese. (Wikipedia)

Quando finalmente esce il primo album, Affinità – divergenze fra il compagno Togliatti e noi: del conseguimento della maggiore età (Attack Punk, 1985), questo si segnala subito come uno dei capolavori del rock europeo. Le varie fonti ispiratrici del complesso (il punk americano, i cantautori italiani, la musica industriale europea, il dark britannico) si sublimano in uno stile assolutamente personale nel quale una batteria elettronica spartana, un basso indolente e una chitarra gracchiante forniscono l’accompagnamento ideale per le illuminazioni visionarie di Ferretti. Il suo canto abulico, costantemente sovratono, è il vero protagonista del disco. In particolare Ferretti si dimostra il primo cantante italiano in grado di adattare la propria lingua alle esigenze ritmiche e armoniche della musica rock.
Le sfuriate hardcore si fanno più rare e comunque sono inficiate da elementi che ne stravolgono l’impeto fisico verso una dimensione surreale. Il tono sarcastico è del resto predominante e si manifesta soprattutto nello xilofono onirico a ritmo marziale di Curami, o nei ritornelli idioti di Mi ami?, vero e proprio jingle da avanspettacolo erotico. Il ritmo sconnesso di Fedeli alla linea e l’intermezzo folk di Valium Tavor Serenase (entrambe squarciate da brutali distorsioni) sono due mirabili esempi di come sia possibile diffondere presso altre culture l’idoma del punk senza stravolgerne l’impeto eversivo. Trafitto, Morire e Noia, tutte pervase da un clima thriller, portano in primo piano una depressione senza fondo che in ultima analisi rappresenta il tema portante del disco. Il ballabile Io sto bene, è l’hit del gruppo, forte di uno dei ritornelli simbolo degli anni ottanta: “Non studio, non lavoro, non guardo la TV, non vado al cinema, non faccio sport”. Assieme al tango modernista di Allarme rappresenta l’ideale introduzione a Emilia Paranoica, il lungo brano che chiude l’opera.
Un urlo squarcia il cielo, una voce blatera incomprensibile, un ritmo meccanico e un basso pulsante iniziano a protrarsi insistenti, mentre Ferretti declama, con un tono tra il Jim Morrison di The End e il John Lyndon di Second Edition, “il” poema epico della provincia italiana. Va in scena un popolo di sbandati annoiati che vagano come zombi senza speranza nella notte, imbottendosi di psicofarmaci, mentre in lontananza si odono gli echi di guerre altrettanto insensate. Le chitarre di Zamboni sventagliano nel panorama stereofonico e il ritmo accelera, come in preda a una convulsione. Ma è solo un attimo. L’accompagnamento ritorna a ripetersi indolente fino al finale nel quale Ferretti sentenzia la diagnosi della propria generazione: “Aspetto un’emozione sempre più indefinibile.” Elevando la paralisi psichica a una dimensione epica, azzerando le distanze che separano la provincia dalla simbologia classica delle metropoli (l’autostrada, i locali notturni, la droga…), Emilia paranoica si pone come il capolavoro dei CCCP e uno dei vertici assoluti della musica rock italiana. (Piero Scaruffi)

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Tracce

CCCP – 2:24
Curami – 4:26
Mi ami? (remiscelata) – 2:44
Trafitto – 2:53
Valium Tavor Serenase – 1:17
Morire – 3:22
Noia – 3:47
Io sto bene – 3:08
Allarme – 5:08
Emilia paranoica (remiscelata) – 7:48

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Formazione

Giovanni Lindo Ferretti – voce
Massimo Zamboni – chitarra
Umberto Negri – basso
Annarella Giudici – benemerita soubrette, voce
Danilo Fatur – artista del popolo, voce